L’Importanza di Redigere il PEF in modo completo

Il Piano Economico e Finanziario deve dare reale Affidabilità al Progetto. Senza Affidabilità non c'è Sostebilità.

Il Nuovo Codice degli Appalti e le Linee Anac

Prima di addentrarci nel concetto di completezza è bene fare una riflessione sull’attuale Normativa Italiana che definisce i contenuti dei Progetti che devono essere portati in bando di gara. Un primo passo è stato fatto nel Nuovo Codice degli Appalti (Legge 27/2017) che ha dato nuovo vigore al concetto di Equilibrio Economico Finanziario indicandolo come insieme di convenienza economica e sostenibilità finanziaria. Un altro passo si farà presto grazie all’ANAC che ha in cantiere di proporre una nuova Linea Guida in cui andrà meglio a dettagliare gli Indicatori che si richiedono quando si parla di Convenienza Economica e di Sostenibilità Finanziaria.

Dietro gli Indicatori di Redditività e Bancabilità

Tuttavia è bene ricordare che VAN, TIR, DSCR, LLCR non sono altro che la punta dell’iceberg dell’analisi economica e finanziaria che bisogna affrontare quando si valuta un Progetto. Sotto c’è tutto il resto dell’iceberg. Leggere e confrontare gli indicatori di diversi PEF non vuole dire nulla se prima non si sono verificati le variabili e le assunzioni utilizzate. In questo articolo cercheremo in modo sintetico di capire perché è pericoloso non conoscere il resto dell’iceberg e nello specifico nel definire in modo specifico e chiaro le date del Progetto.

I Prospetti del PEF da Analizzare

Pertanto è fondamentale innanzitutto definire i Prospetti standard in cui si sono manifestati tutti i movimenti di cassa e contabili che hanno determinato il valore dei vari VAN, TIR, DSCR, LLCR.

Questi Prospetti sono:

  • Prospetto di Indicatori: qui si identificano le basi di calcolo che hanno determinato ciascun indicatore (VAN, TIR, DSCR, LLCR)
  • Prospetto di Fonti Impieghi: qui si analizza la copertura delle esigenze del Progetto. Da quali fonti sono state coperte queste esigenze? Con quale proporzione? Quando?
  • Prospetto di Cash Flow: qui si analizzano i principali movimenti di cassa del progetto
  • Prospetto di Conto Economico: qui si analizzano i principali movimenti contabili del progetto
  • Prospetto di Stato Patrimoniale: qui si analizzano i valori residuali e i movimenti progressivi di Attivo e Passivo contabili.

Questi prospetti sono i prospetti Standard che devono sempre accompagnare la determinazione di VAN, TIR, DSCR e LLCR perché senza di questi il valore degli indici non ha alcuna validità. È fondamentale d’altra parte tenere ben separati e ordinati questi Prospetti perché ciascuno di questi Prospetti ci dà dei precisi messaggi e ha una sua precisa lingua per comunicarceli. Fondere insieme due o più Prospetti genera solo tanta confusione e rischia di confrontare le pere con le mele. Quello che ne esce fuori è quindi un’analisi fuorviante e che può generare grossi fraintendimenti.

Il Summary Report

Inoltre accanto a questi Prospetti occorre sempre definire un Summary Report, ossia un Prospetto di riassunto che definisce:

  • I dati Principali del Progetto
  •  l’Equilibrio Economico e Finanziario
  •  Gli indici di Redditività (NB: insieme al costo opportunità perché il TIR di Progetto senza il WACC non dice niente e così anche il TIR Equity senza il Costo Equity)
  • Gli Indici di Bancabilità

I Prospetti di Dettaglio

Infine oltre ai Prospetti Standard generali che abbiamo detto occorre nella maggior parte dei Progetti fare delle riflessioni più precise su altri prospetti di minore uso ma altrettanto importanti. L’IVA può essere una criticità. Il Capitale Circolante può essere una criticità. Le Manutenzioni Straordinarie e i Reinvestimenti in fase operativa possono essere una criticità. L’immobilizzato Non Ammortizzato a fine Progetto può essere una criticità. Per tutti questi aspetti e altri ancora occorre definire dei Prospetti specifici che vadano ad analizzare nel dettaglio queste criticità.

Oltre i Prospetti Finali

Chiaramente i Prospetti che abbiamo appena detto rappresentano la fase intermedia dell’iceberg.

Per avere un PEF veramente completo è necessario spingersi fino alle radici del Progetto, vale a dire le ipotesi economiche e macro-economiche e finanziarie che sono state fatte.

A questo proposito è bene innanzitutto tenere separate le ipotesi economiche da quelle macro-economiche e finanziarie in quanto le prime sono specifiche per ciascun centro di attività del Progetto (le cosiddette Business Unit) mentre le seconde riguardano il Progetto nel suo complesso. 

Le Assumption Economiche

Le Ipotesi economiche devono contemplare per ciascuna Business Unit:

  • Le date del periodo dei lavori
  • Le date del periodo di operatività
  • Il tipo di Attività. Possiamo avere BU in Gestione oppure in Locazione oppure in Cessione
  • La destinazione finale
  • Ciascuna voce di Investimento con la definizione delle sue specificità. Specificità che non sono solo il mero valore generale manche la modellazione temporale, se è previsto un contributo annesso, l’IVA, la politica di ammortamento, se vi sono associate delle manutenzioni straordinarie successive e la relativa politica di accantonamento, utilizzo e ammortamento. Occorre infine valutare anche la specifica analisi di rischio per ciascuna voce.
  • Ciascuna voce di Costo, Ricavo con la definizione delle sue specificità. Specificità che non sono solo il mero valore generale ma anche la modellazione temporale degli importi (nel caso di voci stagionali anche il dettaglio mensile), l’IVA e i giorni di pagamento previsti. Occorre infine valutare anche la specifica analisi di rischio per ciascuna voce.
  • Fondi e Imposte Locali se previste

Le Assumption Finanziarie

Le ipotesi finanziarie e macro-economiche devono contemplare:

  • Tutte le variabili relative a ciascuna fonte del Progetto, in primis Equity, Debito e Finanziamento Soci. NB: Se ci sono più linee di Equity, Debito e Finanziamento Soci occorre valutarle separatamente una per una.
  • Nello specifico per l’Equity occorre valutare la Politica di Tiraggio e Dividendi
  • Per il Debito occorre valutare la Politica di Tiraggio, Rimborso, Oneri, DSRA
  • Per il Finanziamento Soci occorre valutare la Politica di Tiraggio, Rimborso e Oneri
  • L’eventuale Contributo Pubblico se c’è e in quale momento è previsto
  • Linee Finanziarie per particolari esigenze (es. Prestito IVA o Prestito Capitale Circolante) che devono essere valutate con eguale dettaglio
  • Inflazione, specificatamente per Ricavi e Costi se prevista
  • IRES, IRAP e IVA con le relative modellazioni temporali per definire i cambiamenti normativi all’aliquota indicata
  • La Politica di estinzione del Credito IVA mediante Compensazione Verticale, Orizzontale e Rimborso
  • I parametri che hanno determinato il Costo dell’Equity che a sua volta ha un impatto determinante su VAN Equity e, mediante il WACC, su VAN di Progetto

Occorre infine valutare il Progetto al massimo delle sue capacità di Autofinanziamento. Solo in questo modo si può comprendere appieno se siamo in presenza di un’Opera Calda o Fredda e quanto possa risparmiare sulle fonti di finanziamento.

In Conclusione

Tutto questo in breve determina una valutazione completa del Progetto. Ora immaginiamo di togliere al Progetto anche soltanto una di queste variabili. I risultati cambierebbero, i VAN i TIR cambierebbero e da valori positivi potrebbero arrivare a valori negativi. Ora immaginiamo di togliere al Progetto più di una di queste variabili. L’analisi di equilibrio economico e finanziario, redditività e bancabilità parlerebbe di un progetto che non ha più nulla a che fare con il nostro Progetto, ed è questo il caso di tantissimi PEF che si presentano.

Capiamo quindi che sotto la punta dell’iceberg può esserci di tutto e il contrario di tutto. E per avere il contrario di tutto basta non definire in modo preciso una variabile. Ecco pertanto che la completezza dovrebbe essere la prima caratteristica di un PEF perché solo se c’è completezza c’è correttezza. Spesso si parla di completezza e correttezza di un PEF come due concetti distinti e su due binari separati quando invece sono due rotaie dello stesso binario.

In sostanza un PEF completo non è un mero virtuosismo, come qualcuno pensa, ma una necessità oggi imprescindibile per approssimare al meglio l’analisi economica finanziaria in economia reale di un qualsiasi investimento.

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